Gruppo Veronelli
Dall'Adriatico ai Monti Sibillini, seguendo la scia golosa di paste artigianali, Ciauscolo e olio extravergine d'oliva. Siamo nella neonata provincia di Fermo.

 

Codice:  10FER0501
Destinazione:  Marche
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Località:
Fermo, Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Rapagnano, Grattazolina, Belmonte Piceno, Falerone, Servigliano, Ortezzano, Moresco, Monterubbiano, Campofilone.
area geografica Italia
Area Geografica:  Italia
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Itinerario:
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IL PROGRAMMA:

1° GIORNO:
Ritrovo dei partecipanti nei luoghi ed orari concordati, sistemazione in autopullman GT e partenza alla volta di Civitanova Marche, capoluogo di provincia. Civitanova Marche è una rinomata località balneare, con una spiaggia di sabbia e ghiaia lunga 8 chilometri. Inizia da questo lembo di Adriatico in provincia di Macerata, il nostro itinerario concentrato in provincia di Fermo, che prevede, dopo questa sosta, il passaggio a Porto Sant’Elpidio ed a Porto San Giorgio, dove pernotteremo.. Dopo aver visitato Civitanova Alta, vecchio e suggestivo nucleo medievale della cittadina, e il Santuario di S. Marone, che risale al IX secolo (ma rifatto nel XIX secolo), la prima sosta golosa è per degustare l'olio extravergine del Frantoio Natali (strada del Pincio, 70 • tel. 0733992417 ). Poi, giù in basso, ci si tuffa nelle botteghe del paese, partendo dalla Bottega di una volta (via Gorizia, 30 • tel. 0733774465 ) che presenta verdure e frutta freschissime e già cotte, pronte da mangiare, e poi una selezione di salumi e formaggi marchigiani d'autore. Gazzani (via D. Alighieri, 107/111 • tel. 0733774150 ) è pasticceria (ottimi i pasticcini mignon) e panetteria, con 50 varietà di pane. E' imperdibile lo Strudel con pasta di mandorle e cioccolato del Panificio Pasticeria Lattanzi (via Timone, 31 • tel. 0733813235 ). Rimanendo sul dolce, la Pasticceria Romana (corso Umberto I, 124 • tel. 0733814672 ) è locale per colazioni e aperitivi: da assaggiare la Torta pinolata. Non si può poi resistere al fascino del Vecchio Caffè Maretto (piazza XX Settembre, 95 • tel. 0733811565 ), nel cuore della città, annoverato tra i caffè storici d'Italia, all'insegna dell'eleganza e della moda, con i disegni realizzati da Milo Manara e gli arredi di Cavalli. Per acquistare il pesce fresco dell'Adriatico, l'indirizzo è quello della Pescheria Recchioni (via Nave, 3 • tel. 0733810288 ). Per il vino invece segnaliamo, nel centro di Civitanova, Altrochevino (via B. Buozzi, 13 • tel. 0733817961 ) è il regno di Rosaria Norganti, sommelier e ristoratrice. Ottimi produttori sono Boccadigabbia (contrada Castelletta, 56 • tel. 073370728 ) nostro top hundred con l'Akronte (cabernet sauvignon in purezza) e Fontezoppa (contrada San Domenico, 38 • tel. 073790504 ). Infine, la tavola: è quella del Galileo (Lungomare Nord – Concessione 25 • tel. 0733817656 ): un locale sulla spiaggia, dove la cucina, di mare, regala soddisfazione, come nel caso della trippa di coda di rospo con piselli.

A pochi chilometri ecco Porto Sant'Elpidio, su un litorale lungo sette chilometri, bagnato da un mare che può fregiarsi della  bandiera azzurra. Siamo in provincia di Fermo, in questa ridente cittadina turistica dalla giovane età amministrativa (il comune è autonomo solo dal 1952) ma dalle origini antiche, che si perdono in epoca etrusca. Oggi il suo simbolo è la torre dell'orologio, eretta nel XVI secolo. Il borgo ha ancora connotati marinari, ed è impreziosito da alcune splendide residenze, come le ville Murri e Baruchello. In località Corva sorge il Santuario dell'Addolorata, edificato nel '500. Anche se siamo sul mare, vi segnaliamo un ristorante che punta su piatti di terra: è il Baccaro (via San Francesco d'Assisi, 41 • tel. 0734903436 ) dei fratelli Andrea e Gian Luca Pistilli. Ottimi il carpaccio di manzo affumicato, la pasta fatta in casa con ragù di cacciagione, gli spiedi di quaglia con cipolla di Tropea caramellata e l’agnello fondente con caponata di melanzane al gruè di cacao. Per piatti di mare, invece il ristorante Papillon (via Trieste • tel. 0734900203 ): la piovra in salsa di capperi, il fritto misto e gli scampi al sale.

La giornata si conclude con il pernottamento a Porto San Giorgio. Sorge sul mare, a pochi chilometri da Fermo, nel Medioevo era chiamato Portus Firmi, porto di Fermo, poiché suo naturale approdo al mare. Oggi è cittadina turistica, accogliente, dove ammirare Rocca Tiepolo, resti murari di una rocca del XII secolo utilizzata come teatro all'aperto e Villa Bonaparte, in stile neoclassico, circondata da un bel parco. Il primo assaggio goloso che vi consigliamo è quello del Caffè Ciferri (viale Don Giovanni Minzoni, tel. 0734684413 ), dove assaggiare il miglior gelato della città. Grande è poi la pasta che la famiglia Perticari prepara da 35 anni: una saga iniziata con Sergio, il fondatore dell'azienda assieme alla moglie Katia. La trovate nel punto vendita di via F. Gentili, 7 (tel. 073453788 ). Per un buon ristorante, due gli indirizzi da appuntarsi. Damiani e Rossi (via della Misericordia, 9 • tel. 0734674401 ), ovvero il locale di Aurelio Damiani, moderna interpretazione della tradizionale trattoria. Ricordiamo il petto di faraona alle erbe spontanee all'aceto di vino rosso, la zuppa di fagioli Borlotti al profumo di maggiorana, il carrè di agnello arrostito al profumo di timo. Molto interessante sarà poi il Leghina (lungomare Gramsci • tel. 0734678705 ), ristorante della Lega Navale di Porto San Giorgio, dove opera Fabrizio Donati, uno chef che farà parlare presto di sé. Ecco calamari scottati su erbette miste e aceto balsamico, alici dorate, scaloppa di tonno con capperi pomodori e basilico, triglie e suri gratinati. Per pernottare, consigliamo il B&B Marche Life (via Valle Oscura, 3 • tel. 0734671056 - marchelife.it), che in realtà è una delle più belle strutture agrituristiche d'Italia, confortevole, dotata anche di uno show room di specialità locali scelte da un figlio d'arte come Paolo Mazzoni.

2° GIORNO:
Intera giornata dedicata alla scoperta della città di Fermo con rientro in serata a Porto San Giorgio per il pernottamento. Fermo, capoluogo dell'omonima provincia, sorge  a 6 chilometri dal mare, dominato dalla Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Il suo cuore storico, rimasto quasi intatto nelle sue forme medievali, è arroccato attorno al colle Sabulo. Il centro della vita cittadina è Piazza del Popolo, dove si affacciano il Palazzo Apostolico, sede del Municipio, il Palazzo degli Studi e il Palazzo dei Priori, sede dell'importante Pinacoteca Civica. Meritano una visita la chiesa di San Francesco e la chiesa di San Domenico. Poi, salite fino alla sommità del colle, segnato dalla Cattedrale dell'Assunta. Da qui lo sguardo si allarga, da una parte, sulla costa e sul mare e, alle spalle, verso l'interno della provincia fermana. Bisogna poi visitare Piazza San Zenone o Piazzetta, uno dei luoghi storici di Fermo, alla confluenza di tre contrade: Castello, Campolege e San Bartolomeo. La Chiesa di San Zenon, in stile romanico, fondata nel 1171 e consacrata nel 1186 è la più antica della città: mirabile la facciata in pietra e in cotto, impreziosita dal bel rosone a margherita e dal portale decorato con frammenti di un fregio romano.

Fermo: le soste golose:
Iniziamo da un ottimo olio extravergine: è quello prodotto da Cedola (via Pompeiana, 394 • tel. 0734224052 ) con le  cultivar Frantoio, Leccino, Pendolino e Coratina. Nella cinquecentesca piazza del Popolo, al numero 44, ecco Cognini Roberto (tel. 3280305881 ) piccola bottega del gusto che propone prodotti del territorio, dal vino ai formaggi, dalla verdura ai dolci. Merita una sosta 180° Gradi (via G. Montiani, 10/12 • tel. 0734600710 ), locale originale e poliedrico, che si trasforma dal mattino alla sera. Durante il giorno, 20 tipi di pane, brioches e focacce; a pranzo il bancone si arricchisce con panini e primi piatti, e dopo le 18 originale aperitivo-degustazione. La Pasticceria Gallucci (via Salette, 93 • tel. 0734620835 ) offre diverse specialità, tra cui i prodotti al cioccolato, confetti e caramelle artigianali. Sempre di alta qualità sono i prodotti del Panificio Pasticceria Peccati di Gola (via Crollalanza, 11 • tel. 0734228266 ). In frazione Campiglione ha sede il Bar Enoteca Breakfast (via Prosperi, 19 • tel. 0734628155 ) di Alessandro Nepi: ottima la cantina, così come l'abbinamento di formaggi e salumi tipici, tra cui un'eccezionale porchetta. Ottimo, sempre a Campiglione, è il gelato artigianale della Gelateria Kokonuts (via Prosperi, 39 • tel. 0734605092 ) preparato senza semilavorati, aromi artificiali e grassi idrogenati. Infine, in Contrada Girola (tel. 0734840448 ), ha sede la produzione del Forno a Legna Cintioli di Camerino (provincia di Macerata): meritano la Ciambella alla Vernaccia e quella all'anice, e il Pane del Pescatore, ricco di mandorle e uvetta.

Fermo: i vini e i ristoranti:
Partiamo dai vini. Almeno due i produttori da segnalare. La Collina (contrada Camera, 95 • tel. 0734227201 ) ha nel Marche Sangiovese il suo vino più rappresentativo. Negli anni scorsi è stato tra i top hundred di Paolo Massobrio e Marco Gatti il Marche Rosso “Moresco” di Madonnabruna (Contrada Camera, 100 • tel. 0734679500 ) ottimo montepulciano in purezza. Madonnabruna offre anche quattro camere per pernottare. E due sono i ristoranti che vi consigliamo. Emilio (loc. Casabianca – via A. Girardi, 1 • tel. 0734640365 ) lo abbiamo premiato quest'anno a Golosaria nella categoria delle grandi famiglie del gusto. Stiamo parlando, infatti, del regno della famiglia Bei: un locale elegante e unico, dove siamo stati davvero bene con una rivisitazione della zuppa di pesce con fumetto di pesce, radiosi raviolini ripieni di spigola con salsa di finocchi e vongole, frittura mista dell'Adriatico e mousse di fichi. Più informale l'Enoteca Bar a vino (piazza del Popolo, 39 • tel. 0734228067 ), giovane “wine bar” dove però anche la cucina gode della giusta considerazione: zuppa di legumi, vincisgrassi, pollo in padella, lasagna con broccoli e salsiccia, brasato. Da assaggiare anche il tagliere di salumi. Infine, un ultimo consiglio per il pernottamento. E' il B&B Palazzo Romani Adami (corso Cavour, 94 • tel. 338881130 ), dimora storica nel cuore di Fermo per una notte esclusiva ed elegante.

3° GIORNO:
La giornata prevede un itinerario verso l'interno della provincia fermana con soste a : Monte Urano, Monte San Pietrangeli, Rapagnano, Grattazolina, Montegiorgio e Belmonte Piceno. il rientro in serata per il pernottamento a Porto San Giorgio.

Da Fermo, dirigendosi verso l'interno, si arriva a Monte Urano, comune che conta poco più di 8000 abitanti, posto  in una zona che ha nell'industria calzaturiera (con circa 400 aziende) il motore dell'economia locale. Il nostro indirizzo goloso è di Maria Pia Castelli (contrada Sant'Isidoro, 22 • tel. 0734841774 ), cantina top hundred grazie al Marche Sangiovese “Orano”. Da assaggiare anche il Marche Bianco “Stella Flora”, uvaggio di pecorino, passerina, trebbiano e malvasia. Spostandosi poi a Monte San Pietrangeli, il cui centro storico si allunga su un colle, circondato da mura medievali, si possono ammirare la neoclassica chiesa dei Santi Lorenzo e Biagio, costruita nel 1824 su progetto di Giuseppe Valadier, il bel Palazzo dei Priori e la Chiesa di San Francesco, che conserva un mirabile polittico attribuito a Carlo Crivelli. Ma a Monte San Pietrangeli bisogna andarci anche per assaggiare la pasta di Massimo Mancini (via San Biagio, 50 • tel. 0734969311 ), che abbiamo scoperto grazie al grande Vittorio Beltrami di Cartoceto. Sono tre le varietà di grano duro (San Carlo, Iride e Flaminio) miscelate per produrre vari formati di pasta: maccheroni, spaghetti, penne, tuffoli e mezzemaniche. E che le Marche siano una regione ad alta densità di piccoli pastifici lo dimostra anche La Pasta di Maria Teresa (via Roma, 46 • tel. 0734969130 ), che si contraddistingue per la pasta all'uovo, fresca e secca, e per la pasta di semola di grano duro.

Rapagnano, la cui etimologia risale a “Ripa di Giano”, per la presunta presenza, nell'antichità, sulla sommità del colle, di un tempio dedicato a Giano, è anche il paese che diede i natali a Giovanni XVII, eletto pontefice nel 1003. A Rapagnano consigliamo di assaggiare la mostarda di mela Rosa dei Monti Sibillini dell'Azienda Agricola Eredi Ripani (via Colle, 1 • tel. 0734510712 ), giovane azienda guidata da quattro sorelle. Nella loro produzione spiccano anche la giardiniera in agrodolce, il porro sott'olio e le confetture di pomodori verdi e di zucchine. Si va poi a Magliano di Tenna per una sosta all'Osteria dell'Arco (piazza Gramsci, 27 • tel. 0734631630 ), posta nel cuore del paese, grazioso davvero. E valida sarà la sosta in questa trattoria, grazie al coniglio in porchetta, gli spaghetti (del pastificio Mancini) cacio e pepe, l'agnello scottadito, la crema bruciata al caffè. Da non dimenticare il ristorante Da Benito (via Monti Sibillini, 9 • tel. 0734633225 ), celebre per i funghi e i tartufi, e per piatti emozionanti come “Lu Pappuncì”, una frittata della tradizione, ma anche lo sformato di patate di Colfiorito in guazzetto di funghi porcini e un superbo coniglio alla marchigiana. Per il pernottamento, bisogna percorrere ancora quattro chilometri: quelli necessari per arrivare nel comune di Grottazolina. Qui potrete alloggiare da Montebello Country House (via Strada della Fonte, 12 • tel. 0734632356 ), grazioso B&B immerso nel verde.

Montegiorgio, disposto in posizione dominante su un colle al centro della valle del fiume Tenna, è un bel borgo dalla  storia antica, già borgo nevralgico nel Medioevo. Oggi è bello passeggiare nel suo raccolto centro storico, e ammirare il Portale di San Salvatore, che è quel che rimane dell'ingresso della chiesa quattrocentesca di San Salvatore, demolita nel 1827, la chiesa di San Francesco, eretta nella parte più alta del paese e il teatro comunale. A Montegiorgio è fragrante il pane sfornato ogni giorno dal Forno Sant'Agostino (via Dante Mattii, 3 • tel. 0734967275 ). Per una sosta in un ristorante storico di buon livello ecco Oscar e Amorina (Piane di Montegiorgio – S.S. Falariense Km 26 • tel. 0734967351 ) per una cucina basata sulla carne. La struttura dispone anche di confortevole camere. A Belmonte Piceno, invece, piccolo comune che non arriva a 700 abitanti, troverete i formaggi dell'Azienda Agricola Fontegranne (via Castellarso Ete, 11 • tel. 0734771289 ), prodotti con latte vaccino lavorato a crudo. Su tutti, spicca il tradizionale Slattato, formaggio a pasta morbida e dal sapore dolce-acidulo, salato a secco, affinato a freddo per circa un mese e poi avvolto in foglie di fico o cavolo. 

4° GIORNO:
La giornata prevede di spingerci ancora più all’interno dell’entroterra Fermano fino a Montefortino alle propagini  dei Monti Sibillini, passando da centri quali Falerone, Servigliano ed il fascinoso borgo di Montelparo.  Il pernottamento è previsto sempre a Porto San Giorgio.

Falerone, ovvero l'antico centro romano di Falerio, sorge nella valle del Tenna, alla sinistra del fiume. L'importante storia di questo borgo fermano è documentata dal Museo Archeologico Antiquarium “P. Bonvicini” che raccoglie reperti archeologici di epoca romana rinvenuti a partire dal '500. All'estremità orientale dell'area urbana, poi, è ancora visibile, ben conservato, il teatro romano, dal diametro di 49,20 metri, che il 26 dicembre ospita un suggestivo Presepe vivente. Falerone è anche importante centro agricolo, soprattutto per la coltivazione dell'ulivo. L'olio extravergine prodotto in questa zona è grande. Un buon esempio è quello dei Produttori Associati Falerio Picenus (Villa Clementi – contrada Ferrini, 27 • cell. 3339022685 ). Il Piantone di Falerone dà il nome a questo olio, prodotto da olive raccolte tra ottobre e novembre e subito portate al frantoio per l'estrazione a ciclo continuo. Servigliano, che ha ospitato dal 1916 al 1943 un campo di prigionia per prigionieri di guerra (trasformato poi, fino al 1955, in centro di raccolta profughi), è un piccolo comune situato sulla destra del fiume Tenna. Qui vi consigliamo due soste auree. La prima è da Ritorno alla Terra (via Vecchiotti, 7 • tel. 0734759722 ) per assaggiare pane, dolci, pizze e una notevole varietà di alimenti biologici. La seconda è nella Fattoria Dezi, cantina gestita da Romolo e Remo Dezi (contrada Fontemaggio, 14 • tel. 0734710090 ) che, caso più unico che raro, ha ottenuto due volte il riconoscimento dei top hundred, per il Marche “Solo” (sangiovese in purezza) e per Regina del Bosco (montepulciano 100%).

Proseguendo nell'entroterra Fermano, in direzione dei Monti Sibillini, a 588 metri d'altezza, si staglia Montelparo, un borgo-scrigno che conserva, nelle strutture e nelle tonalità tenui e calde dei materiali da costruzione, il fascino di una antica grandezza. L'abitato risale infatti ai primi anni del Medioevo, quando il longobardo Elprando edificò un castello. A ricordo di quell'epoca, rimangono oggi i resti dei bastioni di difesa. Uno, intatto, è visibile presso il palazzo municipale e rappresenta la torre civica. All'interno del paese, diverse le chiese che meritano una visita: la chiesa di Sant'Agostino, che presenta una facciata in mattoni e un interno barocca; la chiesa di San Pietro, la chiesa di San Gregorio e la Chiesa di San Michele. Sul fronte del gusto non perdetevi le confetture, gli sciroppi e i succhi di frutta dell'azienda La Golosa (contrada Coste, 24 • tel. 0734780030 ) di Maurizio Curi. Fiore all'occhiello è la confettura di Mele Rosa dei Monti Sibillini. Tutti i prodotti possono essere acquistati presso l'azienda, che offre anche un servizio di Bed & Breakfast, con tre camere.

A cavallo tra Marche e Umbria, naturale confine tra le due regioni, si ergono imperiosi i Monti Sibillini, le cui cime superano, in molti casi, i 2000 metri d'altezza, fino ad arrivare ai 2476 metri del monte Vettore. Un territorio di 70.000 metri quadrati che dal 1993 è salvaguardato con l'istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Se si è nell'entroterra di Fermo, impossibile non fare una divagazione tra questi monti ricchi di suggestioni e ambienti naturali incontaminati ed emozionanti. In questo territorio, incastonati nel verde dei monti (che Leopardi descrisse così nelle Ricordanze “E che pensieri immensi/ che dolci sogni mi ispirò la vista/ di quel lontano mar, quei monti azzurri,/ che di qua scopro, e che varcare un giorno/ io mi pensava, arcani mondi, arcana/ felicità fingendo al viver mio!”) si possono scoprire piccoli, incantevoli borghi di pietra e mattoni. Come nel caso di Montefortino, un gioiello medievale al cospetto delle cime del monte Priora (2332 metri) e del monte Sibilla (2173 metri), dove la leggenda vuole che vivesse, in un oscuro antro, la celebre profetessa per i cui oracoli cavalieri erranti giungevano da tutta Europa. Il borgo di Montefortino fu costruito allineando case e vie lungo semicerchi concentrici, dominati sulla sommità dalla chiesa di San Francesco. Meritano una visita la chiesa della Madonna del Fonte, con l'impianto a croce greca e una cupola ortogonale decorata da stucchi barocchi, la chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata dall'antico portale, Palazzo Leopardi, oggi sede di una stupenda e ricchissima Pinacoteca Civica. Ottimo punto di sosta è l'Agriturismo Antico Mulino (via Tenna, 3 • tel. 0736859530 ) dove potrete assaggiare piatti tipici della cucina fermana e marchigiana e dove potrete alloggiare in una delle comode camere.

5° GIORNO:
Quest’ultima giornata ci vedrà raggiungere , prima di intraprendere la via del rientro, le cittadine di  Ortezzano e, tornando verso l’Adriatico, Monte Vidon Combatte, Moresco e Monterubbiano. Terminando quindi  questo nostro itinerario nella provincia di Fermo, con una sosta a di Campofilone la “capitale della pasta”.

Arrivati ad Ortezzano, in questo minuscolo comune (con meno di mille abitanti) ci sono due salumifici da segnalare per la bontà del loro ciauscolo. Parliamo del Salumificio Ciriaci (fraz. Croce, 13 • tel. 0734777134 ), che propone una versione delicata, con l'aggiunta di semi di finocchio macerati nel vino e di pepe bianco. E poi della bottega della famiglia Puzielli (via Campofiore, 3 • tel. 0734779117 ) che da oltre 50 anni realizza salumi artigianali. Ma le sorprese di Ortezzano non finiscono qui. L' Azienda Agricola Muccichini (contrada Aso - via San Filippo Neri, 12 tel. 0734779150 ), infatti, prepara ben 73 varietà di confetture, senz'altri ingredienti che frutta fresca e zucchero: oltre a quelle classiche segnaliamo quella di rosa canina, quelle di peperoncino e pomodoro rosso e quella di cipolle. Infine ancora una segnalazione aurea: è quella del Frantoio Alfredo Agostini (via Aso, 10 • tel. 0734658350 ). Segnaliamo l'extravergine Sublimis, ottenuto da sole olive della cultivar Frantoio. La buona tavola è quella dei Piceni (piazza Savini, 1 • tel. 0734778000 ), dove assaggerete riso agli asparagi, petto d'anatra al Rosso Piceno, agnello alle erbette, semifreddo al mistrà.

A soli otto chilometri dall'Adriatico, sulla sommità di una collina di 463 metri, sorge Monterubbiano, un grazioso comune famoso soprattutto per la qualità del suo olio. Ma una passeggiata nel borgo non può fare a meno di una visita al Palazzo comunale, del XIV secolo, che ospita all'interno la Pinacoteca Civica e il museo Archeologico, e alle dieci chiese del paese, tra le quali la Collegiata di Santa Maria dei Letterati, che contiene all'interno una tela e tre tavolette di Vincenzo Pagani, pittore cinquecentesco nativo di Monterubbiano. Dicevamo dell'olio: gli indirizzi da appuntarsi sono: Il Frantoio Abbruzzetti Il Biancospino (via Lago, 5 • tel. 073459198 ) è un punto di riferimento per gli appassionati e gli olivicoltori, per i quali mette a disposizione due impianti per l'estrazione. Noi apprezziamo l'Oro di Loriana, extravergine con estrazione a ciclo continuo da Leccino e Frantoio. Il Frantoio (via Porta Marina, 46 • tel. 073459134 ) propone un extravergine da cultivar Frantoio, Leccino e Carboncella. Infine, Le Piaggiole (tel. 073459196 ), l'azienda di Oscar Alessandrini, che produce un ottimo extravergine e che nei fine settimana ospita i turisti per un giro guidato nel frantoio. Per la tavola, si va a La Casa sul Colle (contrada Collina, 10 • tel. 073459881 ), gradevole agriturismo dove assaggiare salumi e formaggi locali, cappellacci alle noci, girello di Scibè con ricotta al forno, sfogliatina alle mele.

Ritornando per pochi chilometri verso l'entroterra, si arriva a Monte Vidon Combatte, un paese collinare situato sul versante sinistro del fiume Aso, che conserva ancora buona parte del tracciato delle mura risalenti al XIV-XV secolo. Qui vi diamo ancora un ottimo indirizzo per gli amanti del ciauscolo, il salame spalmabile che dà il meglio di sé con il pane tostato o con la Crescia di formaggio. Ottimo è quello prodotto, da più di mezzo secolo, dal Salumificio Passamonti (via Leopardi, 12 • tel. 0734656109 ) proposto sia fresco sia sott'olio. Moresco è invece un borgo raccolto a pochissimi chilometri dalla costa, sovrastato dal castello, strategicamente posto sulla sommità di un colle che controlla la valla dell'Aso. Ma la curiosità di Moresco sta nella particolare torre Eptagonale (del XII secolo) che contraddistingue il profilo del borgo, alta 25 metri. Un piccolo gioiello è il centro storico, a struttura  ellissoidale, tutto un intrico di strette vie, che si aprono nella piazza del paese, triangolare. L'assaggio goloso, qui, è dall'Azienda Agricola Rossi (via dei Pini, 35 • tel. 073459670 ): dal latte di vacche di razza Bruna e Pezzata Rossa si realizzano formaggi con il marchio San Lorenzo (dalle caciotte alla ricotta fino al Moro stagionato). Fra i prodotti norcini ecco lonza stagionata, salsiccia fresca e Ciauscolo affumicato.

La meta finale dell'itinerario in provincia di Fermo è il bel borgo di Campofilone, la “capitale della pasta”. Il paese sorse nel Medioevo attorno all'abbazia benedettina di San Bartolomeo. Un borgo famoso nel mondo per la qualità della sua pasta, per i "maccheroncini di Campofilone", già nel '400 chiamati "maccheroncini fini fini", in una corrispondenza dell'abbazia di Campofilone. Noi troviamo straordinari quelli de La Campofilone di Enzo Rossi (loc. Ficiarà, 27 • tel. 0734931294 ). I suoi maccheroncini sono talmente fini da non aver bisogno di essere sbollentati in acqua, ma fatti semplicemente saltare in padella. Vengono ottenuti da semola di grano duro e uova, senza aggiungere acqua, la sfoglia è lavorata a mano e l'essicazione lenta e graduale. E sono una delle cose più buone del mondo. Altrettanto validi sono i Maccheroncini del Pastificio Spinosi (via XXV Aprile, 23 • tel. 0734932196 ), apprezzati da tanti gourmet. A fianco del prodotto tradizionale, ecco gli Spinosini 2000, l'unica pasta all'uovo con Omega 3, nata dal sodalizio tra Vincenzo Spinosi e la facoltà di Agraria dell'Università di Ancona.

Rientro nel primo pomeriggio via autostrada ai luoghi di partenza con arrivo previsto in tarda serata.

Quota individuale di partecipazione:

€ 690,00 (minimo 15 partecipanti)
€ 420,00 (minimo 35 partecipanti)
€ 380,
00 (minimo 45 partecipanti)

Le quote pubblicate sono indicative e valide per partenze dalla Lombardia;  partenze da altre regioni e quotazioni “ad hoc” su richiesta.

La quota comprende:
Viaggio in pullman;
Sistemazione in camera a due letti presso l’hotel 4 stelle a Porto San Giorgio;
Trattamento di pernottamento e prima colazione;
Visite come da programma;
Servizio di guida/accompagnatore;
Materiale di documentazione;
Assicurazione medico-bagaglio.

Non comprende:
I pasti, le bevande, gli extra in genere, i facchinaggi e quanto non espressamente citato nel programma.

Documenti necessari:
Carta d'identità in corso di validità.

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