Itinerario:
Il programma
1° giorno, Venerdì 5 Marzo:
Mattinata di trasferimento in pullman lungo l’autostrada dei Fiori: superato il confine di Ventimiglia si prosegue sulla Corniche della Costa Azzurra. Sosta per colazione libera nell’area di servizio di Breguieres tra Cannes e Antibes. Nel pomeriggio ripresa del viaggio sull’autostrada che attraversa la Provenza e la Linguadoca fino a Carcassonne. In prima serata arrivo a Limoux nel Pays Cathare dove ancora si parla la lingua occitana: cena in ristorante e pernottamento presso l’hotel Le Mauzac (cat. 2 stelle) ubicato a 10 minuti a piedi dal centro della cittadina.
2° giorno, Sabato 6 Marzo:
Il programma prevede la colazione e la cena in ristorante. Tutta la giornata è riservata al Carnevale, la cui originalità non è tanto rappresentata dalla sua eccezionale estensione nel tempo (da gennaio ad aprile), quanto dalla sua fedeltà a una tradizione che nei suoi caratteri assolutamente peculiari si è mantenuta inalterata per secoli. In sintesi il Carnevale di Limoux, folclore puro giocato sul palcoscenico della piazza centrale racchiusa nei portici medievali, consiste in una danza ritmica dove le maschere (in occitano chiamate “fecos”) seguite da una quindicina di suonatori si esibiscono elegantemente a braccia alzate sottolineando la melodia con la “carabena”, una esile lunga canna ornata di nastri colorati. Le “fecos” passano così da uno all’altro dei cinque caffè dei portici, avvicinando sul percorso gli spettatori e improvvisando con loro le “pièces” più inaspettate secondo le regole mai scritte di una singolare commedia dell’arte. Il rituale, ma a questo punto sarebbe meglio dire la recita, dove ogni gruppo mascherato ha uno spazio precisamente riservato, si ripete tre volte al giorno alle 11 del mattino, poi alle 17 nel pomeriggio e infine in serata alle 22. Quest’ultima illuminata dal fuoco delle torce è considerata l’uscita più importante per la sua spettacolarità. Per meglio comprendere la natura e i meccanismi della manifestazione nella sua specificità, si comincerà la giornata visitando la mostra “Da Arlecchino a Pierrot”. Giova a questo punto ricordare come, sebbene ogni carnevale si fondi sul binomio maschere e pubblico, quello di Limoux sia il solo dove, grazie soprattutto alla “carabena” e alla “chine” (letteralmente sta per attaccabriga con tutta la provocatorietà del termine), si viene a creare una osmosi tutta particolare tra attore e spettatore.
3° giorno, Domenica 7 Marzo:
Ancora una giornata da trascorrere sotto i portici della piazza centrale, dove solo apparentemente si replica lo spettacolo del giorno prima. I gruppi mascherati, sempre diversi, escono sulla scena nell’orario loro assegnato e vanno da un caffè all’altro eseguendo i passi di danza che i suonatori di volta in volta impongono mediante l’uso di strumenti diversi (tromba, bombardino, clarinetto, grancassa, contrabbasso). Colazione in ristorante. Bisogna aggiungere che a turni di tre a tre, i componenti di ciascuna formazione acquistano il privilegio di dirigere la musica perdendo con ciò il diritto di esercitare la “chine” e di bersagliare gli spettatori con il lancio di coriandoli. Dopo la cena in ristorante, le mascherate terminano con la Nuit de la Blanquette nel corso della quale, dopo regolare processo celebrato in lingua occitana, il fantoccio del Carnevale viene bruciato sul rogo.
4° giorno, Lunedì 8 Marzo:
In mattinata sono previste due visite che ben rappresentano la qualità della vita culturale cittadina. Si tratta del Musée du Piano (collezione di pianoforti dal XIX secolo ai nostri giorni) e del Musée Petiet che all’interno di una struttura “belle époque” conserva una raccolta di dipinti della seconda metà dell’Ottocento che preludono alla stagione impressionista. Colazione in ristorante. Nel pomeriggio breve escursione fuori porta per visitare Saint Hilaire, una delle più famose tra le circa venti abbazie benedettine che nel Medioevo costellavano il territorio bagnato dai fiume Aude fino ai piedi dei Pirenei. Originario dell’VIII secolo, il monastero ha acquisito l’aspetto fortificato attuale nel corso degli anni: la chiesa e il chiostro mostrano in tutta semplicità i caratteri del romanico portato in queste terre dai magistri lombardi. La chiusura del programma è affidata alla Blanquette, il tipico spumante di Limoux che sarebbe per la prima volta stato prodotto nel 1531 proprio tra le severe mura di Saint Hilaire: la visita delle cantine Sieur d’Arques, oltre alla degustazione, porta alla scoperta delle gallerie attrezzate per la maturazione del vino. Cena in ristorante e pernottamento.
5° giorno, Martedì 9 Marzo:
Prima di intraprendere il viaggio che ripete il percorso autostradale dell’andata, sosta a Carcassonne per la visita guidata della cittadina dalle mura medievali restaurate nell’Ottocento da Viollet Le Duc. Colazione libera nell’area di servizio di Breguieres con rientro a Milano in serata.
Quota individuale di partecipazione: € 850,00 in camera doppia.
La quota comprende:
Viaggio in pullman, sistemazione in camera a due letti presso gli alberghi citati, trattamento di pensione completa salvo due pasti, escursioni visite e ingressi come da programma, facchinaggi in albergo, servizio di guida/accompagnatore e guide locali parlanti francese a Limoux e Saint Hilaire e italiano a Carcassonne, materiale di documentazione.
La quota non comprende:
Gli extra in genere, le bevande, 2 pasti, le mance (prevedere euro 15 da consegnare all’accompagnatore all’inizio del viaggio) e quanto non espressamente citato nel programma.